«Marzia e il salumiere – Storia di un fiore reciso» di Patrizio Pacioni è una produzione “Le ombre di Platone”. con
la regia di Mario Mirelli, per l’interpretazione di Massimo Pedrotti e Chiara Pizzatti.
Dopo «La verità nell’ombra” (dramma sulla strage di Portella della Ginestra inserito nel cartellone 2014 / 2015 del Centro Teatrale Bresciano e andato in scena nel marzo 2015), «Diciannove più uno” (vincitore di numerosi concorsi di drammaturgia, insignito nel 2018 del Premio “Va in scena lo Scrittore” dalla F.U.I.S. Federazione Unitaria Stampa Italiana e riproposto in nuova versione nello scorso agosto dalla “Compagnia Lanterna Teatrale”) e «Borsellino e l’Olifante» messo in scena nel 2017, come i precedenti, dal più antico e importante gruppo teatrale carcerario, la “Compagnia Stabile Assai” i cui componenti vantano tra i propri successi anche il prestigioso Orso d’Oro del Festival di Berlino 2012 con il film «Cesare deve morire» dei fratelli Taviani, Patrizio Pacioni prosegue il suo percorso nel c.d. “teatro d’inchiesta”. In questa occasione si occupa di uno dei casi di cronaca più
oscuri e cruenti che abbiano mai colpito il territorio bresciano: con il dramma
«Marzia e il salumiere» (che ha a sua volta ricevuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi di drammaturgia) ha inteso rendere un devoto e sentito omaggio alla memoria della piccola Marzia Savio, rapita e brutalmente uccisa nel gennaio 1982 a Rivoltella del Garda. Nella pièce si sviluppa in modo onirico, in una realtà alternativa nella quale finirà per invertirsi il tradizionale
rapporto vittima-carnefice, un complesso e articolato confronto tra Marzia e il suo assassino, Alfio Torazzina. Solo dopo che ciascuno avrà trovato piena consapevolezza del proprio ruolo e della propria sorte, si arriverà al
drammatico scioglimento dei nodi intrecciati dal destino.





